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Tempo di lettura: 8 min

di Alice Alessandri e Alberto Aleo
Scopri come interpretare il linguaggio del corpo per migliorare la comunicazione, leggere le emozioni e sviluppare empatia.

Il corpo e la sua intelligenza sono la parte più antica del nostro essere. Siamo talmente abituati ad utilizzare altre forme di cognitive, quella logica prima fra tutte, da aver assopito la capacità di ascoltare il nostro corpo e quello degli altri. Eppure esso comunica in modo immediato, sincero, dandoci segnali che se correttamente interpretati potranno fornire informazioni sullo stato d’animo, sul livello d’empatia che siamo riusciti ad instaurare, sulla correttezza o meno dello scambio che sta avvenendo.

È facile immaginare quanto sia importante saper ascoltare e interpretare il linguaggio del corpo anche in un contesto lavorativo. Esistono intere discipline che, in modo più o meno scientifico, si sono dedicate a questo tema all’apparenza molto complicato. La buona notizia è che l’intelligenza del corpo, essendo così antica, appartiene a noi tutti e va solo risvegliata per essere utilizzata meglio. In questo articolo vi forniremo alcuni pratici consigli, utilizzabili con un po’ di consapevolezza da chiunque, per ascoltare e interpretare prima di tutto voi stessi e poi anche gli altri.

I canali attraverso cui comunica il corpo

Ci sono molti modi attraverso i quali il nostro corpo comunica:

  • la gestualità, che include anche i micro movimenti incondizionati, e serve al corpo per dare feedback diretti rispetto allo stato emotivo, integrare concetti, segnalare ed eventualmente gestire situazioni di piacevolezza o disagio. Pensate ad esempio ad una persona che, mentre sostiene una tesi, continua a grattarsi la testa. Ora chiedetevi: questo gesto conferma o contraddice quello che sta dicendo? Che tipo di emozione mi trasmette?
  • la postura e i suoi cambiamenti. Seduti, in piedi, sdraiati con la muscolatura rigida o rilassata, gambe e braccia accavallate o distese: sono tutte gamme posturali estremamente diverse le une dalle altre e altrettanto significative. In questo caso la domanda da porsi è “semplice” ovvero cosa vuole dirci un corpo in quella particolare posizione?
  • la distanza dall’interlocutore e l’uso dello spazio in genere sono indicatori che possono aggiungere importanti informazioni su chi ci sta davanti. Sappiamo dalla scienza che esiste la sfera prossemica ovvero quella distanza che vogliamo gli altri rispettino. Vi consigliamo di osservare dove si posizionano le persone nello spazio rispetto a voi: sono vicine o lontane, in prossimità di un’uscita o rinchiuse in un angolo, prossime ad una fonte di luce o in ombra, si schermano dietro una barriera oppure affrontano il dialogo “di petto”?
  • l’abbigliamento fatto non solo di vestiti ma anche di colori e accessori che sono come degli “accenti” mai scelti a caso. Qui bisogna prima di tutto stare attenti ai pregiudizi e andare oltre al gusto personale, restando curiosi rispetto alle scelte che le persone fanno. Un buon consiglio è leggersi qualcosa rispetto alle preferenze cromatiche ma soprattutto interpretare i segnali valutando se siano in accordo o meno con il contesto. 
  • le espressioni del volto in cui comprenderemo per semplicità anche i movimenti oculari. Sono tra i segnali in assoluto più complessi da notare e decodificare, tranne che non siano talmente evidenti da non lasciar dubbi sulla loro interpretazione. L’intensità espressiva è già di per sé un segnale che possiamo notare. La mimica facciale e lo sguardo, più o meno fisso sull’interlocutore, potranno dirci molto anche sulla fiducia in se stessi e nell’altro.
  • il respiro, che è interconnesso al ritmo cardiaco e ha un effetto diretto sulla qualità della voce, è un indizio potente dello stato interiore. Abbiamo voluto includere nella lista anche questo elemento perché è attraverso il respiro che il nostro corpo regola molti dei suoi processi. Urlare, ansimare, parlare velocemente o al contrario sussurrare prendendosi molte pause ci informa di quanta adrenalina o serotonina sono in circolo.

Qualunque sia il livello di complessità dei segnali che sarete in grado di cogliere dall’altro ricordatevi comunque di tenere a mente tre aspetti fondamentali ovvero la coerenza rispetto a tutti gli altri elementi della comunicazione e alla situazione in generale, il ritmo con cui questi segnali vengono prodotti comprese le loro variazioni e gli effetti immediati (quindi non filtrati dalla logica) che essi sortiscono su di voi.

Leggere il linguaggio del corpo: coerenza, ritmo ed effetti su di sé

Coerenza

Come sa chi ha studiato Mehrabian, la coerenza tra linguaggio verbale (parole), para verbale (voce) e non verbale (corpo) è fondamentale quando vogliamo recapitare efficacemente un messaggio. Qualora questa coerenza non fosse assicurata la scienza ci dice che, soprattutto nelle fasi iniziali di una relazione, tendiamo ad affidarci maggiormente al linguaggio del corpo per ottenere da esso segnali rispetto alla natura dello scambio comunicativo e alle reali intenzioni del nostro interlocutore. Se, insomma, mi presento ad uno sconosciuto e questi serrando le mascelle e stringendomi la mano in una tenaglia dice “piacere di conoscerla” ho la tendenza a credere che tutta questa piacevolezza non sia poi tale. Una prima verifica interpretativa che possiamo fare è quella della coerenza tra comunicazione verbale e non verbale, c’è poi da valutare anche il contesto chiedendoci quanto siano più o meno adeguati i segnali che riceviamo. 

Se siete voi a comunicare tenete a mente queste due indicazioni:

  • il vostro linguaggio del corpo sarà uno dei primi elementi recepiti
  • la coerenza con le altre forme di linguaggio e con il contesto è fondamentale per rafforzare il contenuto del vostro messaggio ed evitare di confondere l’interlocutore.

Dobbiamo anche sfatare il mito che “l’abito non fa il monaco”; se ciò può essere vero nel medio lungo termine, nel breve un abbigliamento del tutto fuori contesto potrebbe rendere difficile l’inizio della relazione rischiando di innescare pregiudizi.

Ritmo

Altro aspetto fondamentale è il ritmo o meglio le sue variazioni nell’emissione di messaggi. Pensate di essere di fronte a qualcuno che è seduto con gambe e braccia incrociate. Ad un certo punto della conversazione questa persona improvvisamente si rilassa, slaccia la postura e si protende verso di voi sorridendo. Forse non sapremo subito interpretare questo cambio di stato o comprendere cosa lo ha provocato ma di certo lo noteremo, rendendoci conto che qualcosa è successo nell’altro. Anche solo limitandosi a questa osservazione la nostra capacità di ascolto e lettura del linguaggio del corpo ne risulterà notevolmente migliorata. I cambi di ritmo, infatti, corrispondono a cambi di stato interiore che presto o tardi si renderanno maggiormente intellegibili ad una persona attenta.


Ricordatevi in ogni caso che il vostro stesso corpo è una bussola in grado di indicarvi la corretta direzione per comprendere i segnali che l’altro rimanda. Rimanere in ascolto delle sensazioni, anche fisiche, che essi provocano in voi osservando come il vostro stesso corpo reagisce, vi metterà sulla giusta strada.


I vantaggi dell’ascoltare e interpretare il corpo

Ci sono tante buone ragioni per imparare a leggere il linguaggio del corpo e sicuramente hanno a che fare con il saper comunicare meglio, comprendere se l’altro è sincero, aumentare il nostro carisma. Noi vogliamo però soffermarci su un aspetto molto più semplice ed umano ovvero il benessere, legato alla qualità delle relazioni che abbiamo con gli altri. 

Da quando la fisica quantistica ha fatto il suo avvento nel panorama scientifico sappiamo di vivere in un mondo che è fatto di vibrazioni energetiche. Il nostro corpo è uno strumento prezioso in grado di recepire ed emettere tali vibrazioni, creando armonizzazioni o dissonanze.


L’empatia è proprio questo processo di “accordatura” con la vibrazione di chi ci sta di fronte che ci consente di ottenere benessere relazionale.


Come usare il linguaggio del corpo per creare empatia e armonia

Così come succede ad un musicista che suona in un’orchestra, dovremo intercettare la nota dell’altro e cercare l’accordatura giusta per inserirci armonicamente nella conversazione senza snaturarci. Qualora dovessimo notare che sia l’altro ad aver bisogno di armonizzarsi, muovendosi per colmare la distanza che ci separa, potremmo facilitargli il processo utilizzando ancora una volta il potere del linguaggio del corpo. 

Rispetto a tutte le altre forme di comunicazione, infatti, il corpo non è soltanto la più immediata e sincera ma anche quella in grado di guidare l’altro in modo più naturale e sottile. 

Pensate di essere di fronte ad una persona rigida, che conceda poco alla relazione, e di volerla convincere a rilassarsi. Dire “si rilassi” certamente non aiuterà, anzi potrebbe sortire l’effetto opposto. Sarà invece possibile riconoscere la postura bloccata, i gesti secchi e le espressioni dure per poi calibrarsi su di esse dando un chiaro segnale che abbiamo recepito e accolto lo stato d’animo ed abbassarne la vibrazione verso una gamma più morbida. Come farlo? Appunto usando il nostro corpo come modulatore, reciprocando inizialmente i gesti dell’altro con modalità simili ma ritmi più blandi, rilassando poi un arto alla volta fino a quando anche il nostro interlocutore si sentirà invogliato a seguirci in questo percorso. 

Le qualità più potenti che ci permetteranno di fare tutto ciò sono la consapevolezza di noi stessi e l’attenzione verso chi ci sta di fronte, da cui derivano la capacità di osservazione senza giudizio, quindi di scelta delle azioni più corrette. 

L’estate, il momento perfetto per riscoprire il linguaggio del corpo

L’estate è la stagione in cui i corpi prendono il sopravvento, sono liberi da strati di abiti, godono direttamente del sole e del vento; in un certo senso ce ne riappropriamo sperimentando un rapporto più diretto con essi. È il momento più giusto per tornare a dare attenzione al linguaggio del corpo, a ciò che vuole dirci il nostro e quello degli altri.

A noi non resta che augurarvi un agosto di intense emozioni ed esperienze positive. Seguiteci sui social  – nella nostra estate scandinava – tra lavoro, convegni e natura – in attesa di rivederci a settembre.

| partem claram semper aspice |

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Passodue, studio di consulenza e formazione, nasce nel 2012 dalla volontà di Alice Alessandri e Alberto Aleo di unire le loro esperienze per dare una svolta alla vita personale e professionale. Il progetto è basato sull’idea di cambiare la forma mentis del mercato rispetto ai concetti di “vendita”, “marketing” e “leadership” dimostrando che fare business eticamente si può e può essere assolutamente efficace.

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