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Tempo di lettura: 5 min
Di Luca Giorgetti
Scopri come ottimizzare il tempo in base alla tua personalità con l’Enneagramma: 9 profili, 9 modi diversi di vivere e gestire il tempo.
Tutti noi abbiamo affrontato nella nostra vita il tema di come ottimizzare il tempo. Qualcuno lo considera un obiettivo auspicabile ma utopico, qualcun altro si impegna in maniera più strutturata, altri ancora affidano all’esterno questa sfida.
Esiste un modo migliore di ottimizzare il tempo? Forse sì. Questo modo è applicabile a tutti? Probabilmente no. Ecco quindi che con questo articolo desidero dare alcuni spunti di riflessione personalizzati in base al tipo di carattere che ci contraddistingue. Per farlo mi affiderò alla struttura dell’Enneagramma delle Personalità, un modello d’indagine che individua 9 caratteri prevalenti.
Se conosci l’Enneagramma la ripartizione in nove tipi ti è nota. Se invece è per te una novità, potrai scoprire, leggendo questo testo, in quale profilo ti ritrovi maggiormente. Per ognuno di essi troverai anche uno spunto di crescita specifico. Se ti servono maggiori approfondimenti potrai trovarli in un articolo che abbiamo già scritto sull’ Enneagramma.
Ottimizzare il tempo in base al proprio centro
Il centro dell’azione: il tempo come impulso
Le persone del centro dell’azione tendono a reagire in modo immediato agli stimoli. Temono che, perso l’impulso iniziale, non passeranno mai all’azione. Hanno un rapporto viscerale col tempo, spesso guidato da pulsioni o bisogni di controllo.
Dentro questa prima macro-categoria si distinguono tre diverse personalità.
- Il tipo 8 – Risoluto e forte ai limiti dell’aggressività, cerca di dominare il tempo e di esserne padrone: decide, pianifica e agisce con energia, ma può sopravvalutare le proprie forze. Per ottimizzare il tempo può imparare a riconoscere i propri limiti, concedersi pause e ammettere che anche ciò che non è sotto il proprio controllo a volte può rivelarsi una risorsa.
- Il tipo 9 – Saggio e mediatore fino al punto da risultare passivo, tende a vivere il tempo in modo dilatato ed elastico. Rischia di rimandare o di perdersi nella routine, faticando a definire le priorità, specie quelle importanti per sé. Per questo tipo, la sfida è quella di fissare confini temporali chiari e di lavorare per brevi slot, così da sentirsi più efficiente e presente.
- Il tipo 1 – Alla ricerca di miglioramento e continuamente giudicante, è spesso un perfezionista del tempo: pianifica con cura, controlla i dettagli e tende alla microgestione dei vari momenti della giornata. La sua crescita passa attraverso l’accettazione degli imprevisti e la flessibilità: non tutto può essere previsto, anzi non tutto deve esserlo. A quali opportunità rinunci pianificando eccessivamente?
Il centro dell’emozione: il tempo come intensità
Per i tipi emozionali il tempo non è mai neutro. È legato al valore affettivo delle cose, al piacere, al riconoscimento e alla connessione. Il rischio, in questo centro, è che il tempo venga distribuito in modo sbilanciato: troppo su ciò che gratifica, troppo poco su ciò che non va a genio.
Anche in questa macro-categoria si distinguono tre diverse personalità.
Il tipo 2 – Propenso all’aiuto ma un po’ manipolativo, vive il tempo in funzione degli altri: lo impiega per aiutare, sostenere o rispondere ai bisogni altrui, trascurando spesso i propri. L’aspetto emotivo delle relazioni gli fa spesso percepire di avere le batterie più cariche di quel che in realtà sono. La sua crescita passa per la capacità di dedicarsi tempo personale, di riposo e rigenerazione, senza sensi di colpa.
Il tipo 3 – Orientato al successo e un po’ cinico, tende a vivere il tempo come una corsa verso risultati e obiettivi. È rapido, efficiente, competitivo, ma rischia di misurare il valore del tempo solo in termini di produttività. Inserire nella propria agenda spazi per non-fare, tempo libero non programmato, senza scopi né risultati è per lui un esercizio fondamentale.
Il tipo 4 – Artistico e sensibile, vive il tempo in modo soggettivo e metafisico. Quando qualcosa lo appassiona, il tempo vola; quando si annoia, si dilata all’infinito. Bilanciare ispirazione e concretezza è la chiave per ottimizzare il tempo in modo armonioso, mantenendo una proporzione tra il desiderio e il dovere, tra ciò che sente e ciò che serve.
Il centro dell’intelletto: il tempo come progetto
I tipi del centro mentale tendono a organizzare e pianificare. Amano ragionare sul tempo, anticipare, prevedere. Il rischio però è che il pensare prenda più spazio del fare, trasformando la pianificazione in un fine anziché in un mezzo.
Osserviamo le 3 tipologie che caratterizzano quest’area.
Il tipo 5 – Analitico e riservato, vuole comprendere e controllare la propria vita, ma spesso percepisce le proprie risorse – tempo incluso – come limitate. Per lui, il passo evolutivo è accettare di condividere il proprio tempo con gli altri e di non avere sempre tutte le condizioni perfette prima di passare all’azione.
Il tipo 6 – Affidabile ma spesso sospettoso, può avere un rapporto ambivalente con il tempo: preciso e attento da un lato ma portato alla procrastinazione dall’altro, per paura che qualcosa vada storto. Coltivare fiducia e una prospettiva più ottimistica lo aiuta a usare meglio il presente, senza rimandare ciò che richiede intervento immediato o anticipare eccessivamente ciò che richiede tempo di maturazione.
Il tipo 7 – Positivo, simpatico fino a rischiare di essere un po’ superficiale, sembra disordinato ma in realtà progetta molto, solo che lo fa su più piani contemporaneamente. Il rischio è sovraccaricarsi di impegni e disperdere energie. Imparare a scegliere una linea guida chiara e attenersi ad essa, dandosi disciplina, gli permette di vivere il tempo con più presenza e profondità.
La gestione del tempo, vista attraverso il proprio carattere distintivo, diventa non solo una questione di orologi ma prima di tutto di coscienza di sé.
Ognuno tende a deformare il tempo secondo i propri automatismi: chi vuole dominarlo, chi lo riempie di emozioni, chi lo frammenta in pensieri e così via. Imparare a riconoscere il proprio stile significa diventare più padroni di sé e, di conseguenza, più in contatto con ciò che stiamo cercando quando ci chiediamo come ottimizzare la nostra gestione del tempo.
| partem claram semper aspice |
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