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Tempo di lettura: 5 min

di Alice Alessandri e Alberto Aleo

Siamo seduti ad un tavolino di un bar lungo la riva del Mar Baltico. È una giornata fresca e soleggiata allo stesso tempo, non siamo soli ma c’è poca gente intorno. Siamo qui un po’ per lavorare, un po’ per rilassarci. Abbiamo consumato un pasto semplice, che forse non ci ha sfamato completamente ma ci ha lasciato leggeri. Sembra una situazione perfetta, senza estremi, sospesa in un equilibrio raro. Eppure, appunto per questa assenza di picchi non si presta bene ad essere rappresentata, ad essere fotografata, condivisa, postata sui social. Descrive un momento di pace, che non fa notizia: da vivere e basta. 

Stando in Svezia abbiamo capito che il vero benessere nasce da condizioni come queste: poco fotogeniche, molto personali. Per viverle bisogna appunto stare lontani dagli estremi, alzare il piede dall’acceleratore, far fluire le cose senza l’ansia di afferrare tutto subito. Ecco perché vi auguriamo un’estate moderata o, come recita il titolo, all’80%. In questo articolo vi diamo alcuni consigli per viverla con equilibrio, quindi ancora più intensamente.

La regola dell’80/20 come filosofia di vita

Siamo certi che molti in questo periodo, scorrendo le pagine social di amici e conoscenti, abbiano avuto almeno una volta la sensazione che gli altri si stessero divertendo molto di più. L’estate in particolare è la stagione che potremmo definire del “Posting Estremo”, quella in cui ognuno si sente autorizzato a ritrarsi con un drink in mano, circondato da belle persone in pose festose, contro fondali da fare invidia alle brochure dei migliori Tour Operator. 

Essere sempre al 100% sembra un must del periodo eppure già nel ‘800 Wilfredo Pareto aveva scoperto che l’80% del risultato si ottiene con il 20% degli sforzi e che agli ostinati che volessero comunque raggiungere quel fatidico 100% servirà un impegno 4 volte maggiore. Ne vale la pena?

Mentre, ad esempio, sorseggiate il vostro drink preferito, sul balcone di casa ascoltando un brano che amate forse avete già raggiunto un livello di benessere talmente elevato che andare oltre non ripagherebbe l’ulteriore sforzo. Non fraintendeteci, non stiamo facendo un invito alla pigrizia, ma ad apprezzare quello che c’è senza guardare a ciò che manca, che in molti casi è molto meno di quello che a prima vista sembra.

Il segreto per applicare il Principio di Pareto alle nostre vite è conoscer bene quel 20% di attività che ci restituisce in cambio l’80% di benessere. Che sia una soda ghiacciata, la presenza di una persona cara o un giro in Vespa per le colline, l’importante è sapere quali siano i nostri personali “wellness drivers e quali invece le cose cui, tutto sommato, è possibile rinunciare.

La formula Svedese del benessere

Chi ci conosce sa quanto apprezziamo i popoli scandinavi e la Svezia in particolare. La loro filosofia di vita è improntata ad una costante ricerca di equilibrio tra la soddisfazione personale e quella di chi sta intorno. Alla base di questo concetto c’è l’idea che non si possa stare bene in un contesto in cui gli altri e l’ambiente non godano anche essi di un livello equiparabile di benessere. 

Pensateci, come si fa a gustarsi un buon gelato se attorno ci sono le cartacce di chi lo ha consumato in precedenza?


Ecco perché mentre vivi momenti di piacere devi pensare anche un po’ agli altri. Non si tratta solo di lungimiranza, ma di allargare la prospettiva chiedendosi se il nostro agire di adesso potrà avere effetti indesiderati nel tempo e nel sistema di relazioni in cui siamo immersi, mettendo una grossa ipoteca sul nostro stesso benessere.


Gli Svedesi hanno sviluppato una naturale capacità di capire come rimanere in equilibrio tra interesse personale e interesse comune, sapendo dove fermarsi per non incidere negativamente su ciò che li circonda. Nella loro filosofia di vita c’è sempre una “quota” lasciata per chi verrà dopo, quasi una decima che si mette a disposizione degli altri in modo che il benessere possa circolare e rigenerarsi naturalmente. Ecco perché in Svezia non vedrete quasi mai qualcuno consumare l’ultimo boccone di un buffet prima di essersi assicurato che si siano tutti serviti, o occupare l’ultima sedia disponibile se ci sono altri ancora in piedi. Le risorse in esaurimento vanno prima rigenerate e solo dopo ci si soddisfa. 

Quindi la prossima volta che vi trovate davanti ad un dolce succulento o in una situazione in cui sarebbe facile prendere tutto per sé e subito, fermatevi, respirate e ricordate di lasciar qualcosa da parte per gli altri o per voi stessi in futuro, così da estendere il piacere con la condivisione e alimentare il desiderio. Il benessere e il piacere sono più intensi senza ingordigia.

Il segreto sotto gli occhi di tutti: la reciprocità come formula di benessere

Tutto quello che abbiamo detto sino ad ora ha ancora più senso se visto nell’ottica della reciprocità. Ne abbiamo scritto e parlato moltissime volte, tanto che qualche persona potrebbe anche essersi stufata di sentircelo dire, ma davvero la reciprocità è la regola di base della morale che ci sentiamo in dovere di professare: la legge che regge non soltanto il benessere ma anche il successo e ogni cosa positiva che può accadere nelle nostre vite. 

Concentrarsi esclusivamente su quanto possiamo prendere da un periodo come l’estate, dalle situazioni e dalle persone che incontriamo, sfruttando ogni occasione per il massimo tornaconto personale è sbagliato non solo eticamente ma anche in termini di risultati. Sembra contro-intuitivo ma per avere più chance di ottenere qualcosa conviene prima di tutto concentrarsi su cosa possiamo offrire. Anche i più egocentrati e individualisti scopriranno che adottando questo punto di vista la loro strategia di scambio sarà più convincente ed efficace. Oltretutto l’atteggiamento altruista attiva il meccanismo della gratitudine che è potentissimo per scatenare endorfine ovvero l’ormone della gioia. 

Ma il nostro consiglio è di andare ancora oltre questa prospettiva, sbilanciando la relazione offrire-ricevere a favore delle persone, dell’ambiente e di tutto ciò con cui interagiamo. Vi stiamo letteralmente suggerendo di lasciare sul piatto più di quanto avete in mente di ottenere. Questa apparente “perdita” inserisce nello scambio una differenza di potenziale che attiva naturalmente una dinamica rigenerativa utile ad assicurarci scambi futuri e nuovi momenti di benessere condiviso. Se non siete ancora convinti pensate alla situazione opposta: saziarvi di tutto, colmare fino a farlo traboccare il vostro serbatoio di piacere e benessere individuale, senza lasciar più spazio ad altre persone ed esperienze. Un’indigestione che toglie il gusto e la voglia di ritornare a riprovarci, molto diversa da quel lieve e piacevole “appetito” che resta in chi non ha esagerato facendo posto anche ad altri!

L’equazione della reciprocità non lega solo offrire e ricevere, inserisce nello schema anche l’essere, cioè, la nostra stessa natura. Se abbiamo offerto riceveremo e ricevendo l’essenza di cui siamo fatti ne risulterà arricchita, evoluta, rigenerata, trovando spazio per allargarsi proprio in quel “vuoto apparente” non colmato dallo scambio iniziale.

Ecco perché vi auguriamo un’estate all’80% 🙂 

| partem claram semper aspice |

Le foto utilizzate – là dove non siano di proprietà della redazione o dei nostri ospiti – sono acquistate su Adobe Stock e IStockPhoto o scaricate da piattaforme come UnSplash o Pexels.

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Passodue, studio di consulenza e formazione, nasce nel 2012 dalla volontà di Alice Alessandri e Alberto Aleo di unire le loro esperienze per dare una svolta alla vita personale e professionale. Il progetto è basato sull’idea di cambiare la forma mentis del mercato rispetto ai concetti di “vendita”, “marketing” e “leadership” dimostrando che fare business eticamente si può e può essere assolutamente efficace.

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