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Tempo di lettura: 5 min
di Alice Alessandri e Alberto Aleo
Chissà perché quando chiediamo qualcosa a Chat GPT le risposte che ci fornisce sono sempre precedute da incipit tipo: “Andrò dritto al punto”, “Ti dico chiaramente come stanno le cose…”. Forse l’algoritmo ha capito che non ci piace chi indora la pillola o l’ipocrisia di chi finge empatia solo per compiacere, allineandosi a quello che crede essere il nostro stile.
Per invertire le parti, nella speranza di riappropriarci almeno per un momento del potere nei confronti delle macchine, abbiamo deciso di imitare noi l’AI rubandogli le parole per creare un titolo che introducesse “l’articolo di inizio anno”, un appuntamento fisso per la nostra piccola comunità di lettori che ancora resiste allo “zero click search”. Le nostre indicazioni sul 2026 appena iniziato, per coerenza, saranno in stile ChatGPT: pochi concetti, dritti al punto, senza fronzoli.
Premessa: il tempo non esiste
La fisica quantistica ritiene il tempo non una dimensione fondamentale ma uno strumento di misura del tutto umano che serve per definire il nostro punto di osservazione sugli eventi. Ci consente, infatti, di raccontare le tappe del viaggio evolutivo che compiamo attraversando la piccola porzione di Universo che ci è concesso esplorare. Quello che chiamiamo passato non è che la memoria di eventi osservati e quello che chiamiamo futuro nient’altro che aspettative su ciò che potrebbe accadere.
Che senso ha dunque interrogarsi sul nuovo anno, fare previsioni sulle tendenze, fornire indicazioni e consigli? Perché serve ai nostri processi mentali.
Un grande inganno temporale
Il pensiero umano è afflitto da bias, errori cognitivi che se da un lato limitano le nostre capacità percettive dall’altro ci permettono di vivere in modo più lineare e semplice. Quelli legati al tempo sono tantissimi e ne abbiamo descritto i principali nel nostro libro Guida alle Motivazioni d’acquisto. Uno in particolare ci porta a vivere l’inizio anno come un momento di svolta; è il bias che chiamiamo “inerzia dell’abitudine” il quale ci impedisce di cambiare comportamenti se non in determinati momenti topici: ecco perché facciamo buoni propositi all’inizio di ogni anno!
La tendenza poi a realizzare le nostre stesse previsioni illudendoci di essere degli eccellenti analisti, ci fa capire come tutto ciò che chiamiamo tempo non sia in effetti che un gigantesco bias costruito dalla mente. In questa riflessione sul 2026 vorremmo spezzare alcune di queste illusioni, lasciando da parte qualche errore cognitivo e aiutandovi a riappropriarvi del vostro punto di vista senza delegare al tempo e agli anni che passano troppe responsabilità.
2026 tempo di schierarsi ovvero smetterla di subire gli eventi ed iniziare a scegliere
La Prof.ssa Statunitense Mary Gentile, creatrice del metodo GVV che ha rivoluzionato il modo di insegnare la business ethics, ha recentemente scritto un articolo con un titolo che è già un programma “Almeno siamo d’accordo su questo?” in risposta a tutti coloro che le chiedevano pareri e consigli su come vivere nell’era Trump.
Nella prima parte definisce un set minimo di valori che le società non dovrebbero mai mettere in discussione come il diritto alla vita, la libertà di opinione, la giustizia, la democrazia e la verità. Seguono poi una serie di consigli su come comportarsi quando sentiamo che qualcuno di essi viene attaccato, come cioè proteggere i nostri valori senza per forza scatenare guerre con il prossimo. Come al solito Mary centra nel segno ricordandoci che è finito il tempo di dare responsabilità agli altri, adattarsi o nascondersi come gli struzzi.
È fondamentale chiederci cosa sia importante per noi definendo limiti per sé stessi e per gli altri: confini da proteggere con cura, non da difendere con violenza.
2026 tempo di tornare all’essenza ovvero abbandonare le inutili sovrastrutture
In molte tradizioni e culture la celebrazione della fine dell’anno è accompagnata da roghi rituali. Si brucia ciò che non serve, lasciando spazio al nuovo. Per intraprendere al meglio il cammino che attraverserà il 2026 bisognerà viaggiare leggeri, portando con sé solo ciò che è essenziale, necessario, utile e, se possibile, anche piacevole.
Dimentichiamo vecchie ingiunzioni, sostituiamo i devo con i voglio, interroghiamoci sul senso di abitudini obsolete, apriamo gli armadi per liberarci da ciò che non usiamo, compriamo meno e meglio evitando di compensare con oggetti le nostre mancanze ma soprattutto lasciamo nel passato (o nella memoria) ciò che non è utile alla nostra evoluzione, senza rimanere fedeli a dinamiche o relazioni non più buone per noi.
2026 tempo di arrendersi ovvero dire addio all’idea di essere onnipotenti
Durante le feste un nostro familiare ha avuto un grave problema di salute. Chi ha vissuto un’esperienza simile sa che gestire una situazione del genere richiede, almeno nel nostro paese, ottime doti organizzative e nervi d’acciaio. La sensazione è quella di dover controllare tutto, verificare ogni cosa, parlare con i medici, occuparsi di logistica, economia e tanto altro pensando così di sconfiggere il fato, battere la malattia e riportare la normalità nella vita dei propri cari. Ovviamente è un’illusione di onnipotenza che alla lunga stanca e fa male perché reprime sotto montagne di incombenze le emozioni che sentiamo.
Lasciare andare a volte è il modo migliore per vincere la battaglia con la vita. Accettare la realtà non è arrendersi ad essa ma vederla per ciò che davvero è quindi affrontarla nella sua pienezza.
Concludiamo questo primo articolo dell’anno con una promessa e un invito alla nostra comunità di lettori. La promessa è che in questo blog non troverete mai contenuti creati dall’AI o modellati dalle strategie SEO: gli articoli usciranno come sono stati scritti dalle mani dei loro autori e frutto di tutte le esperienze, gli incontri e le intuizioni generate dal lavoro, dallo studio e dalla vita che ci scorre in mezzo.
Per evitare che questo approccio libero possa penalizzare le visualizzazioni, vi rivolgiamo un invito: se trovate questo blog interessante iscrivetevi e passate parola inviandone gli articoli a chi pensate possa apprezzarli. Proviamo a battere insieme gli algoritmi con le relazioni vere e i buoni consigli.
Grazie a tutti e buon anno.
| partem claram semper aspice |
Le foto utilizzate – là dove non siano di proprietà della redazione o dei nostri ospiti – sono acquistate su Adobe Stock e IStockPhoto o scaricate da piattaforme come UnSplash o Pexels.
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