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di Alice Alessandri e Alberto Aleo

Ti consideri un vero leader perché le tue persone fanno quello che dici e quando ti trovi a lavorare in squadra sai imporre le tue opinioni? Attento, potresti aver scambiato la leadership con l’esercizio del potere – due cose molto diverse – ed essere incappato in uno dei 10 errori che analizzeremo in questo articolo.

La leadership come servizio

Tra le righe di questo blog l’abbiamo detto più e più volte, dedicando un’intera sezione alla leadership: essere dei veri leader significa porsi al servizio del team non viceversa. Questo comporta che per esercitare il proprio ruolo di guida e coordinamento non ci si può esimere dall’aver sviluppato, attraverso un attento lavoro su se stessi, capacità umane specifiche che hanno a che fare con l’empatia, l’ascolto, l’accoglienza, l’accettazione della diversità e molto altro. Se trascurate questi aspetti ecco cosa potrebbe accadervi!

1. Trattare tutti allo stesso modo

Vogliamo sfatare il mito dell’uguaglianza per inserire il paradigma dell’equità ovvero del dare a ciascuno in base alla sua unicità e alle sue necessità. Il leader deve saper comprendere di cosa ha bisogno ogni collaboratore in quello specifico momento, in base alla sua maturità professionale e personale, all’età, all’esperienza, alle vicende della vita personale.

Il collaboratore è una persona e come tale arriva al lavoro con la sua interezza: non possiamo pretendere che viva a compartimenti stagni.


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Aiuta ogni singola persona ad esprimere i suoi talenti unici


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Photo by Quinton Coetzee on Unsplash

2. Impedire o ostacolare la crescita

Un team prospera quando ciascuno cresce e da il suo contributo. Un capo insicuro potrebbe impedire alle sue persone di crescere per non sfigurare, così da mantenere più a lungo la posizione di comando. Far crescere significa permettere alle persone di formarsi, esprimere le proprie capacità, dare un contributo attivo, assicurare autonomia adeguata al grado di maturità di ciascuno.

E se stai pensando “si, ma se dopo aver investito su di loro poi le persone se ne vanno?” rifletti se è peggio avere collaboratori scarsi piuttosto che correre il rischio di perdere persone capaci. Lavora dunque per creare occasioni stimolanti che convincano i membri più validi del tuo team a restare.


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Sviluppa un piano di crescita per ciascuno dei tuoi collaboratori e coltiva i leader di domani


3. Non dialogare con le tue persone

Nella giornata lavorativa di un leader deve essere contemplato del tempo da dedicare alle proprie persone. Ascoltare, trovare soluzioni, condividere gli obiettivi, spiegare, motivare sono solo alcune delle azioni che è richiesto di compiere e che possiamo riassumere con il verbo dialogare.

Non dare per scontato che gli altri sappiano quello che ti passa per la mente e ricorda che non c’è cosa più difficile per un collaboratore di non sapere perché debba eseguire determinate azioni. Dialogare non significa farsi fagocitare dal team o farsi carico di ciò che non ti compete, bensì curare il vostro investimento in capitale umano con attenzione e tempo.


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Nelle tue settimane lavorative dedica un pò di tempo di qualità ad ogni membro della squadra


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4. Fare critiche distruttive

Lungo il percorso di crescita dei collaboratori dobbiamo mettere in conto possibili errori o comunque momenti in cui le cose non andranno esattamente come ci aspettavamo. Il confronto e l’analisi dei comportamenti che consideriamo non adeguati deve diventare una prassi. La critica è costruttiva se aiuta la persona a comprendere cause e conseguenze e se la stimola a migliorare. È distruttiva se accusa (“tu sei un incapace”), se fatta di fronte ai colleghi, se utilizza l’ironia in modo improprio, se affronta troppi problemi tutti in una volta.


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Consenti ad ogni persona di correggersi e migliorare


5. Dimenticarsi di fare complimenti

Quando i lavori vengono portati a termine puntualmente e con successo ti ricordi di celebrare i risultati? Quando qualcuno nel team ha superato il problema che aveva generato una critica lo evidenzi e ne gioisci?

Molti leader danno per scontato che, quando le cose vanno bene, le persone abbiano semplicemente fatto il loro dovere. Saper mettere in evidenza ciò che funziona, tanto quanto quello che va migliorato o modificato, ci rende del leader giusti. Questo comportamento sarà da stimolo per chi lavora insieme a noi, che si sentirà “visto” nel completo.


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Celebra i risultati e dimostra piena gratitudine: la gioia condivisa si amplifica 


6. Volere tutto e subito 

Nella guida dei collaboratori il tempo gioca un ruolo determinante. Innanzitutto bisogna dare alle persone il tempo di crescere: nessuna evoluzione può essere istantanea e forzare le tappe è quasi sempre controproducente.

Quando facciamo richieste senza valutare il tempo di realizzazione o consideriamo tutto “urgente”, magari dicendo “mi serve per ieri”,  stiamo togliendo valore al tempo degli altri. Anche arrivare in ritardo a riunioni e incontri o cancellare all’ultimo minuto gli appuntamenti, è una violazione che rovina i rapporti interni del team.


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Si attento nell’usare il tuo tempo e quello degli altri


7. Ripetere “Abbiamo sempre fatto così!” ostacolando il cambiamento

L’azienda come la vita è evolutiva e uno degli errori più gravi che può fare un leader è non dare spazio alle spinte innovative dei suoi collaboratori. Se da un lato l’esperienza ci aiuta a ponderare le scelte e a replicare ciò che funziona, dall’altro è necessario essere aperti a tuto ciò che di nuovo può supportare la nostra attività e i processi ad essa collegati. Fare riunioni creative o periodiche di confronto dove si ascolta il parere del team e si tiene aggiornata la squadra, tenere tutti focalizzati sugli obiettivi ma accettare di arrivarci con metodi nuovi magari suggeriti da chi è più “fresco” nella nostra organizzazione, aiuta a far crescere, coinvolge e ci fa arrivare prima alla meta.

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Lascia spazio all’evoluzione, avventurati ogni tanto fuori dalla tua confort zone


8. Predicare bene e razzolare male

Tutti siamo stati figli e come tali abbiamo provato, almeno una volta, il disorientamento che scaturiva dal constatare quanto poco coerenti fossero le azioni dei nostri genitori rispetto a ciò che si aspettavano da noi. Succede anche al leader di pretendere che il proprio team adotti comportamenti contradetti dal suo agire quotidiano. Ricordate che ogni vostra azione è sotto i riflettori e le persone imparano molto più da quello che fate rispetto a quello che predicate. Se, ad esempio, istituite delle regole e delle procedure utili a promuovere buone prassi, dovreste essere i primi ad applicarle. Il vostro stato di leader non vi solleva dal rispetto dei doveri anche se è nel vostro diritto definire quali essi siano. Dobbiamo guadagnarci sul campo e ogni giorno il rispetto e la fiducia delle nostre persone dando loro l’esempio, assumendoci così davvero la responsabilità della squadra.


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Rendi coerenti parole e azioni


9. Sbattere i pugni ed urlare

La giornata lavorativa è fatta di successi e di altrettanti problemi da risolvere. Al leader tocca spesso la parte di colui che deve affrontare ciò che non funziona. La cosa peggiore che si può fare davanti ad un problema è quella di agire con aggressività, instaurando così un clima di terrore dove le persone sono portate a pararsi le spalle per evitare di essere accusate. Questa mancanza di fiducia divide e uccide la creatività.

Un leader etico impara a lavorare sulla propria assertività per saper esprime con determinazione e tranquillità ciò che sente e vuole, consentendo all’interlocutore di fare altrettanto. Usate la critica costruttiva e il dialogo costante per anticipare i problemi e definire obiettivi compatibili con le caratteristiche del team.


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Non scambiare l’autorità con l’autorevolezza: se servi i tuoi collaboratori sarai loro utile e a loro volta ti serviranno


10. Giustificare i mezzi con i fini

Viviamo in una società spesso cinica e competitiva che vuole i ruoli di comando unicamente orientati ai risultati e che spesso scambia la quantità (di ore lavorate, di impegno, di fatturato) come indice di qualità, sfruttando persone e cose allo scopo di incrementare aridi indicatori di performance.

I cambiamenti che abbiamo vissuto stanno però aprendo la strada ad una leadership più umana, centrata sulle soft skills, sui valori della persona e su una cultura aziendale più inclusiva.

Il leader non è più un mitologico semi-dio capace di super prestazioni lontane da quelle di un comune mortale, ma un eroe dai tratti umani, che nonostante la sua vulnerabilità si pone a servizio di un bene superiore e proprio grazie ad essa risulta più coinvolgente, ispirando coraggio in coloro con cui lavora.


Learning 10

Preserva la tua integrità e umanità, scegli il coraggio di essere te stesso e di mettere in pratica i tuoi valori 


Photo by Leon Contreras on Unsplash  

Essere leader è un impegno costante che vi ripagherà non soltanto in termini professionali, restituendovi quell’autorevolezza che nessun organigramma vi può assegnare, ma anche più semplicemente facendovi scoprire un caleidoscopio di emozioni e legami arricchenti che libereranno i vostri talenti e quelli del team.

 

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| partem claram semper aspice |

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Passodue, studio di consulenza e formazione, nasce nel 2012 dalla volontà di Alice Alessandri e Alberto Aleo di unire le loro esperienze per dare una svolta alla vita personale e professionale. Il progetto è basato sull’idea di cambiare la forma mentis del mercato rispetto ai concetti di “vendita”, “marketing” e “leadership” dimostrando che fare business eticamente si può e può essere assolutamente efficace.

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