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di Alice Alessandri

In assenza di linee guida ufficiali del dipartimento Risorse Umane, il colloquio di selezione del nuovo personale è quasi sempre affidato a un direttore di funzione che si affida all’esperienza e all’improvvisazione. Inserire una risorsa è un investimento importante per l’azienda e va gestito con estrema cura partendo proprio dalla selezione. Questo articolo è dedicato a tutti coloro che desiderano condurre il colloquio di selezione con consapevolezza e metodo, alla ricerca del tesoro nascosto nel candidato: quel mix speciale di competenze professionali e capacità umane che lo rendono perfetto per il ruolo.

colloquio di selezione

La preparazione del colloquio di selezione

Il punto di partenza per un’efficace selezione è chiarire i requisiti della posizione che stiamo cercando, in termini di:

  • competenze professionali necessarie; queste abilità si possono anche acquisire successivamente con addestramento e formazione quindi potremmo essere più flessibili
  • capacità umane essenziali per il ruolo; qualità specifiche della persona, più difficili da imparare

Preparatevi un elenco specifico di almeno 5 competenze e altrettante capacità, così da usarlo come bussola durante il colloquio di selezione.
Accingetevi ora a predisporre l’ambiente in cui si svolgerà l’incontro. Nell’articolo “Dove ti siedi?” abbiamo approfondito l’influenza dello spazio nella qualità delle relazioni. Scegliete un luogo tranquillo, assicuratevi di non venire interrotti e minimizzate le distrazioni. Suggerisco di mettersi uno di fronte all’altro (senza interporre la scrivania) o comunque in una posizione che stimoli il dialogo e permetta di osservare meglio il linguaggio del corpo del candidato.

Le aree da analizzare durante il colloquio di selezione

colleghi

Una volta stilato l’elenco dei requisiti preparate le domande che servono per indagarli. Ricordatevi di non dare nulla per scontato ma approfondite senza fermarvi all’apparente attrattività di “titoli e onorificenze”: guardare alla persona oltre che al professionista! Il motto del marketing “Reali, non perfetti” può essere sicuramente applicato anche al colloquio di selezione, fate emergere sia i lati positivi che quelli negativi dell’essere umano che avete di fronte per poter meglio valutare i rischi e le opportunità del suo inserimento in azienda. Tenendo sempre come faro l’elenco dei requisiti, suggerisco di suddividere il colloquio di selezione in 4 aree di analisi.

1. Esperienze scolastiche – ricostruite insieme al candidato le scelte effettuate, i risultati ottenuti, la partecipazione alle attività scolastiche, la relazione con compagni/professori, eventuali lavori saltuari svolti mentre studiava; ecco alcune domande di esempio:

  • cosa l’ha spinta a studiare …?
  • che cosa ha imparato nel suo percorso scolastico?
  • di quale risultato è più orgoglioso?
  • se ne avesse la possibilità, cosa farebbe in modo diverso?
  • c’è stato un professore che le ha dato una lezione importante per la vita?

2. Esperienze lavorative – cercate di individuare il fil rouge del percorso lavorativo, la consapevolezza rispetto ai risultati ottenuti e alle lezioni apprese, il bagaglio di competenze acquisite, con domande del tipo:

  • Di cosa si è occupato in azienda …?
  • Quali risultati ha ottenuto e cosa ha imparato da questa esperienza?
  • Ha mai vissuto un insuccesso e quale lezione ne ha derivato?

3. La persona – dedicate tempo per indagare le capacità umane del candidato e la consapevolezza che ha rispetto a se stesso:

  • Quali passioni coltiva nella vita?
  • Pratica qualche sport? E cosa le piace di questa attività?
  • Quale complimento le viene fatto più spesso?
  • Qual è un difetto che si riconosce?

4. La Motivazione – è la parte più delicata del colloquio, curatela per capire cosa spinge il candidato a venire a lavorare da voi, a dare il massimo e soprattutto cosa lo può tenere legato all’azienda:

  • Cosa non trova nella sua attuale posizione lavorativa che vorrebbe trovare da noi?
  • Cosa conosce della nostra azienda?
  • Cosa le interessa di questo ruolo? Perché ha mandato la sua candidatura?
  • Che qualità cerca in un’organizzazione e in un superiore?

Domandare e ascoltare: il binomio perfetto del colloquio di selezione

uomo che si sistema la cravatta

Perché il colloquio di selezione sia efficace è necessario saperlo condurre attraverso l’uso consapevole delle domande.
Se qualcosa non vi è chiaro utilizzate domande di approfondimento Cosa intende esattamente quando dice …? Cosa è successo esattamente  …?– o di controlloHo capito bene che ….? – Mi conferma che …?-.
Per non sembrare un detective potete spiegare al candidato il perché delle domande più personali o delicate –le chiedo questo perché …
Per quanto possibile preparate domande originali che sorprendano il vostro interlocutore, lo costringano a improvvisare e quindi ad esprimersi con maggiore sincerità. L’unico modo per conoscere qualcuno è lasciare che parli, mentre troppo spesso è il selezionatore a monopolizzare la conversazione. L’ascolto attivo consente di non cadere nella trappola dei pregiudizi e di raccogliere tutte le informazioni importanti per fare poi una corretta valutazione. Impegnatevi nel verificare la coerenza del candidato, studiando non solo “cosa dice” ma “come lo dice”. Date attenzione al linguaggio del corpo (postura, stretta di mano, respiro, mimica facciale, sguardo, colorito, …), alle modulazioni della voce (velocità, tono, volume,…) e alla scelta delle parole.

La selezione è una scelta reciproca: noi scegliamo il candidato e il candidato sceglie noi! Tenete in considerazione, oltre all’attinenza delle competenze e capacità rispetto alla posizione, la piacevolezza dell’incontro e della relazione creata durante il colloquio di selezione. Ciascuno di noi dà il meglio di sé quando si trova in un ambiente favorevole, quindi per “disseppellire” il tesoro nascosto nella persona che vi trovate ad esaminare, fatela sentire prima di tutto accolta e apprezzata.

| partem claram semper aspice |

Alice Alessandri

Consulente e formatrice di professione mi definisco un “informatico anomalo”: laureata in Scienze dell’Informazione sin da subito mi sono indirizzata verso il settore della comunicazione interpersonale. La mia esperienza di oltre 10 anni come imprenditrice mi ha permesso di gettare le basi per quello che sarebbe diventato il mio progetto più importante, Passodue: società di consulenza e formazione che combina profitto ed etica, successo professionale e felicità. Con Alberto aiuto le aziende a compiere il loro secondo passo verso un successo fondato sull’etica e le relazioni.

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