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di Alberto Aleo e Alice Alessandri

roberto gavioli

Sul sito di Roberto Gavioli, psicologo mantovano, c’è questa frase che descrive bene il suo approccio:

La differenza tra la meditazione e i viaggi in moto è che nella prima non c’è il casco nè gli insetti.

Roberto – psicologo, neuro-linguista e esperto d’ipnosi – è un professionista fuori dagli schemi che ha saputo fondere varie discipline, derivandone un metodo di lavoro molto efficace e basato sull’azione. Lo incontriamo nelle pause di uno dei suoi corsi: non ha per niente l’aspetto di uno “strizza cervelli”, piuttosto di un’ex-rockstar che si è immersa totalmente nella vita e ne ha ricavato una saggezza concreta. Nonostante il successo professionale e l’impegno incessante, Roberto si diverte e coltiva una curiosità fatta di rispetto per il prossimo. A chi gli chiede di definirsi professionalmente risponde “sono un psicologo in viaggio” ed è proprio questo viaggio che proveremo a farci raccontare.

Diario – Che cosa cerchi nella tua professione e quali talenti metti in gioco praticandola?

Gavioli – Fare lo psicologo arricchisce il mio desiderio di conoscenza e di relazione con gli altri, per me un istinto primario. La mia capacità si riassume in due parole: “ascolto attivo” cioè ascoltare senza l’interferenza dell’ego giudicante e in profonda connessione con l’altro. Per farlo serve una marea di lavoro su se stessi.

Diario – Che cosa dai agli altri attraverso il tuo lavoro e come?

Gavioli – Un po’ di speranza. Le persone sono abituate a ricevere indicazioni e consigli, ma raramente un ascolto profondo che le aiuti ad aprirsi a nuove prospettive. Sentirsi ascoltati, e imparare ad ascoltare, restituisce loro nuovi modi di vedere l’esistenza e ciò li aiuta a ritrovare fiducia. Mi accorgo di aver fatto un buon lavoro solo quando iniziano ad apportare cambiamenti alla loro vita rimettendosi in cammino.

Diario – Che rapporto c’è per te tra felicità e successo?

Gavioli – Lineare: se sei felice hai successo. Non ho mai sperimentato la relazione opposta che è solo un falso mito della nostra società. Da psicologo che ha in cura molti “benestanti” posso confermarlo con certezza. Alla base della ricerca della felicità c’è la fiducia che la vita sia bella; se non ci crediamo, provando ad accettare i limiti della nostra condizione e imparando ad essere soddisfatti di noi, la “felicità” resterà un obiettivo irraggiungibile. Il percorso verso il successo e la felicità passa quindi attraverso la consapevolezza di sé.

Diario – L’economia classica ci ha insegnato che per raggiungere il benessere è necessario perseguire solo l’interesse personale, è così anche per te e che spazio dai all’etica nei tuoi rapporti di lavoro?

rober ride_FotorGavioli – In questi anni ho molto studiato il buddismo e uno dei principi che più condivido è che siamo tutti collegati. Chiamatela legge del karma o passaparola negativo, posso comunque confermare che fregare il prossimo non porta mai a qualcosa di buono sia fuori che dentro di noi. L’economia è radicata nella “paura” del domani, che poi è figlia di una paura ancora più atavica, quella della morte. Il motto “fa i tuoi interessi” presuppone che se ci occupiamo degli altri togliamo qualcosa a noi e al domani. Massimizzando il tuo interesse personale a scapito di qualcuno forse ti assicurerai la sopravvivenza ma non otterrai certo il benessere, legato soprattutto alla dimensione relazionale e sociale della vita. Io credo che ricchezza e spiritualità siano collegate: le persone spiritualmente elevate sono anche ricche e il ben-avere è un effetto del ben-essere. Non sto dicendo “se sei povero è colpa tua” perché esistono circostanze oggettive che possono limitarci, ma ciò che farà sempre la differenza tra “benessere” e “povertà” è l’atteggiamento mentale: far comprendere questa semplice verità è parte fondamentale del mio lavoro.

Diario – Tutti parlano di crisi, ma come è davvero cambiata la tua professione in questi anni e che lezione hai imparato per migliorarti?

Gavioli – Le persone che arrivano oggi nel mio studio sono più spaventate degli aspetti economici rispetto al passato. Parlando della loro professione mi accorgo che in molti miei pazienti c’è una gran confusione: non sanno cosa vogliono e cercano risposte nella sfera lavorativa. Il lato positivo è che grazie alla crisi le persone si guardano dentro di più, capendo così che solo la capacità di affidarsi alla vita aiuta a scegliere (o inventare) un mestiere in grado di farti sentire realizzato e felice.

Diario – Quale suggerimento vuoi dare ai lettori in base a quello che hai vissuto?

Gavioli – Cercare di costruirsi un’identità anche professionale che non sia frutto di una reazione alle difficoltà, ma che sia “pro-attiva” cioè proiettata in avanti verso il benessere, i propri desideri e talenti. Trovare una risposta alla domanda “cosa posso fare nel mondo con le mie capacità e passioni?”. Tutti hanno delle capacità, di questo ne sono certo, bisogna solamente scovarle e poi avere il coraggio di seguirle perché solo amando quello che facciamo potremmo sperare di avere dei risultati. Io ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso due maestri dai quali ho appreso che l’amore per il lavoro nasce dall’amore per la vita. Auguro ai lettori del vostro diario di trovare un maestro che li guidi e anche di  abbandonarlo ad un certo punto del loro cammino, per proseguire il viaggio da soli.

Gavioli intervista

L’intervista è terminata, Roberto torna alla sua classe. Abbiamo avuto conferma che il successo e la felicità non sono solo un traguardo ma anche un percorso che richiede la capacità di capire come funzioniamo noi e gli altri. L’etica e il rispetto per se stessi possono aiutarci, ma vanno allenati e affinati perché come lo stesso Roberto Gavioli ci ha detto prima di congedarsi “Anche il miglior diamante se lasciato grezzo ha poco valore perché la bellezza, la naturalezza e la spontaneità non corrispondono all’assenza di regole bensì alla conoscenza e al rispetto di esse”. Per maggiori informazioni su Roberto Gavioli e sul suo lavoro potete visitare il sito www.robertogavioli.it

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Alberto Aleo

Un percorso accademico non convenzionale insieme ad una carriera manageriale che è durata più di un decennio nel ruolo di responsabile marketing e di direttore vendite per note aziende italiane, mi hanno trasformato in un “architetto” di strategie di mercato. Nel 2011 ho fondato insieme a mia moglie Alice lo studio di consulenza e formazione Passodue il che mi ha permesso di poter mettere a disposizione dei clienti un bagaglio di esperienze e conoscenze molto vario, che spazia dall’economia, al marketing, alla gestione di reti commerciali.

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