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di Alice Alessandri e Alberto Aleo

Se stai cercando lavoro in una multinazionale, se ti sei affidato ad un Head Hunter o se stai preparando il tuo curriculum per partecipare ad un concorso, non dovresti prendere questo articolo troppo sul serio. Descrivere le proprie esperienze formative e professionali in poche righe, cercando di far capire a chi legge chi siamo, cosa sappiamo fare e quali sono i nostri obiettivi, è un lavoro oltremodo difficile. Dedichiamo questo articolo a tutti quelli che, dopo aver compilato con attenzione il format tipo “cv europeo”, non si sono reputati soddisfatti perché considerano ingeneroso e poco rappresentativo comprimere la loro vita in una pagina di word. Per loro, nelle righe che seguono, proveremo ad immaginare un mondo dove i curriculum descrivano i meriti più che i titoli e i progetti per il futuro piuttosto che quel che si è fatto nel passato. Interroghiamoci sulla vera funzione del curriculum analizzando tre delle sue sezioni più importanti: gli studi, il lavoro e i dati personali.

curriculum

Studi – Cosa hai davvero imparato

Il poeta spagnolo Antonio Machado disse:


Viaggiatore, non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini.


Ci sembra un ottimo punto di partenza per affrontare l’argomento formazione: siamo davvero sicuri che filare dritto sulle strade già tracciate sia il solo modo per imparare? Per formarsi bisogna provare, sbagliare, tornare indietro e seguire il fiuto e arrivare in luoghi inaspettati godendosi il percorso. Nel curriculum, quando descrivi il tuo corso di studi, non cercare quindi la coerenza a tutti i costi e non preoccuparti se il tuo cammino è arzigogolato, piuttosto narrane la ricchezza e quello che ti ha insegnato non solo come futuro professionista ma anche come uomo o donna in viaggio. A tutti quelli che non hanno voglia di programmare la loro vita sin nei minimi dettagli e non hanno scelto il corso di studi con lo stesso rigore con il quale s’imposta un’equazione matematica, consigliamo di rileggere il post Elogio dell’incoerenza: cammini professionali non convenzionali. 

Lavoro – Che cosa stai costruendo

Esperienze di lavoro
Quante persone conosci che, nonostante tutta la loro esperienza, continuano a ripetere sempre gli stessi errori o al contrario quanti, sulla carta meri dilettanti, proprio per l’ottimismo e la freschezza riescono dove gente molto più preparata ha fallito? Parlando del tuo lavoro cerca di descrivere i progetti professionali oltre che le esperienze e narra cosa vuoi ottenere, quali sono i tuoi obiettivi, se sei riuscito a realizzarli ed invece cosa ti ha impedito di farlo fino ad adesso. Insomma pensa alla tua esperienza professionale come ad un cantiere aperto, nel quale ancora qualcosa può essere realizzato, senza preoccuparti di apparire un sognatore o un illuso perché come diceva Musil:


Il senso della possibilità si potrebbe definire come la capacità di pensare tutto quello che potrebbe egualmente essere, e di non dare maggiore importanza a quello che è, che a quello che non è.


Dati personali – Qual è la tua vera essenza

Va bene dire quando e dove sei nato, informando chi legge dei tuoi sport e delle lingue che conosci ma sei sicuro che bastino questi pochi dati a descrivere chi sei? Prova invece a raccontare cosa ti è rimasto dentro del “genius loci” della città in cui sei nato, come hai fatto ad imparare le lingue e perché davvero hai scelto di studiarle. Se fossimo noi di Passodue a leggere il tuo curriculum vorremmo sentirti raccontare di quando sei stato all’estero la prima volta, di quello che hai provato e dell’effetto che ha fatto su di te entrare in contatto con una cultura diversa. Se tra i tuoi hobby c’è sciare, vorremmo sapere che cosa ti porta ad affrontare una discesa ripida sullo sfondo di uno scenario di montagna. Descrivi la tua vera essenza provando a suggerire a chi legge il “tono” delle vibrazioni della tua anima, così che egli possa accordare la sua e sentire il mondo un po’ come te.Asset personeLe persone sono uno degli “asset” più strategici per le aziende, un pilastro su cui si regge gran parte del successo di un’organizzazione: assumere qualcuno è quindi uno degli investimenti più importanti e rischiosi. Investire impone l’esercizio del coraggio invece capita a chi legge un curriculum di cercare in esso informazioni che tutelino la sua scelta “se il candidato non ha esattamente i titoli richiesti, anche se sento che ha le capacità e le competenze, non lo assumerò basando la mia decisione solo su dati oggettivi”. Analogamente chi lo scrive spesso punta solo ad adattarsi alle richieste dei suoi futuri datori di lavoro, plasmando profiloesperienze e obiettivi a ciò che il mercato si aspetta con il risultato di non fare emergere la propria unicità. Nel mondo che ci piacerebbe contribuire a creare le persone investono su altre persone non solo guardando agli aspetti razionali e oggettivi della loro vita, ma anche ascoltando quel valore che passa tra le righe di un racconto. Se state acquistando strumentazione per la vostra azienda ha senso scegliere in base ad un elenco di caratteristiche, ma se si tratta di una persona andate oltre e cercate di capire chi è, in cosa crede e cosa sogna.

PS Riccardo sta cercando lavoro e dovendosi dotare di un cv, proprio non ce l’ha fatta ad usare solo word. Ha deciso allora di creare un sito capace di descriverlo maggiormente e con più creatività. Cliccate qui per vederlo.

| partem claram semper aspice |

Alberto Aleo

Un percorso accademico non convenzionale insieme ad una carriera manageriale che è durata più di un decennio nel ruolo di responsabile marketing e di direttore vendite per note aziende italiane, mi hanno trasformato in un “architetto” di strategie di mercato. Nel 2011 ho fondato insieme a mia moglie Alice lo studio di consulenza e formazione Passodue il che mi ha permesso di poter mettere a disposizione dei clienti un bagaglio di esperienze e conoscenze molto vario, che spazia dall’economia, al marketing, alla gestione di reti commerciali.

Questo articolo ha 2 commenti
  1. Alice purtroppo devo dissentire dalla tua visione che appare un poco idealistica (almeno per la mia esperienza). Credimi ho inviato decine di curriculum “creativi” con le argomentazione delle mie scelte e delle passioni che mi contraddistinguono. Il risultato e’ stato deludente perche’,come alla fine mi pare che anche tu abbia concluso, i selezionatori sono assai piu’ interessati ad un profilo che sia lineare, senza curve o incidenti di percorso. Sarebbe bello vivere nel mondo ideale che tu e anche io sogniamo ma purtroppo almeno qui e almeno ora la realta’ e’ differente. A mio avviso l’importante e’ che il curriculum sia chiaro e sintetico perche’ i selezionatori spesso hanno poco tempo per l’approfondimento. Certamente molto dipende anche dal mercato cui ci si riferisce: se si sta inviando un cv per un ruolo da copy in un’agenzia pubblicitaria, la creativita’ puo’ pagare ma in molti altri settori credo che non sia cosi’

    1. Grazie del commento Lara.
      Il nostro obiettivo è quello di dare spunti di riflessioni e stimoli per portare quel cambiamento di cui il mondo ha bisogno.
      Per evolvere vecchi modelli in nuove forme serve coraggio e perseveranza.
      Riccardo, ad esempio, ad un cv sintetico e chiaro (ancora necessario) ha aggiunto un sito web in cui si descrive in modo più originale così da fare emergere chi è oltre a cosa sa.

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