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di Alice Alessandri e Alberto Aleo

Una sola parola è in grado di riassumere i due mesi appena trascorsi a Boston ed è grazie!

In questo secondo anno abbiamo ottenuto di più del molto che già avevamo raggiunto l’anno precedente. Abbiamo un editore che pubblicherà il nostro libro La Vendita Etica in USA ed una mentore eccezionale, Mary Gentile, direttrice della ricerca Give Voice to Values cui partecipiamo: a lei dobbiamo quasi tutto quello che abbiamo costruito negli Usa. Godiamo di referenze e stima presso le più importanti università con le quali stiamo costruendo fattive collaborazioni. Ma non è solo lavoro quello che ci lega a Boston: gioiamo della sua atmosfera, della gentilezza e accoglienza dei suoi cittadini, dei suoi ristoranti, della sua architettura e dello stile di vita. Vogliamo semplicemente rendere grazie a tutti quelli, e sono molti, cui dobbiamo tutto ciò.boston

Grazie quindi ad Elyne che ci affitta la nostra piccola (ma carina) casa al n° 21 di Beacon Street, dalla cui terrazza si può godere di una vista splendida sorseggiando una Sam Adams; grazie ai quattro concierge che si alternavano per garantire il servizio all’ingresso: ci hanno dimostrato la dignità e l’orgoglio del lavoro. Grazie a Lee Hafrey che ci ha ospitato al suo corso sulla Leadership Etica del MIT, presentando il nostro lavoro e il nostro libro e invitando gli studenti ad acquistarlo. Grazie agli studenti, che con il loro entusiasmo per l’Italia ci hanno stimolato a realizzare un percorso turistico-studioso per businessman americani nel nostro paese. Grazie a Lyne Paine, vice-direttrice della Harvard Business School, che ci ha suggerito ulteriori mercati per il nostro libro, fotocopiando personalmente per noi i suoi articoli altrimenti introvabili. Grazie a James Hoopes che ci ha invitato a casa sua e proposto di insegnare in uno dei suoi corsi al Babson College e anche a Tony Buono che ci ha accolto alla Bentley University, facendoci ricevere dal direttore del centro per la business ethics.IMG_2070_Fotor_Collage5

Grazie a Rakesh Khurana, preside di Harvard, che ci ha accolto fornendoci contatti preziosi e promettendo di recensire il nostro libro. Grazie anche a Josh Margolis disponibile a progettare la nostra collaborazione con la HBS. Grazie a Kate, organizzatrice dell’evento TED di Martha’s Vineyard e a Steven che ci ha ospitato nel suo splendido albergo vittoriano. Grazie all’anonimo ragazzo dell’Enterprise car rental che ci ha fatto l’upgrade gratuito dell’auto permettendoci di navigare tra le White Mountain e il Maine con una splendida Chrysler 200 nuova di zecca. Grazie a Riccardo che ci è venuto a trovare, perché con entusiasmo e istinto ci ha coinvolto alla scoperta della città e delle sue tradizioni sportive. Grazie a Samuele, Marco e Enrica che ci fanno da parenti bostoniani. Grazie a Nino e Fabio che ci sono venuti a trovare con le loro splendide famiglie. Grazie ai ranger che ovunque ci sia un’attrazione negli Stati Uniti ti guidano e supportano con un entusiasmo e una competenza incredibili. Grazie a Hillstone, il nostro ristorante preferito, al cinema con le poltrone reclinabili, ai marinai dei traghetti che con un microfono in mano sono meglio di un presentatore televisivo, grazie anche ai Red Sox e ai fuori campo di Big Papi. Grazie alla manicure vietnamita e ai barbieri italiani.Grazie ai Viglili del Fuoco, presenti ad ogni manifestazione, che oltre a grantire la sicurezza dei cittadini si prodigano con la vendita di magliette, distintivi e pancake a supporto della comunità. Grazie agli acrobati e musicisti di strada che elargiscono talento sui sampietrini e al caffè bollente o in alternativa ghiacciato ma sempre con la panna e la cannuccia. Grazie anche a Robin Williams che aveva scelto una panchina del parco della “nostra” Boston per girare un film che rappresenta ancora lo spirito della città.

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Grazie a tutti quelli che dall’Italia ci hanno seguito e messaggiato, regalandoci consigli, saluti, spunti, voglia di condivisione, ispirazione e motivazione. Grazie anche alla nostra bella Italia, tanto stimata in USA quanto osteggiata in patria, che ci ha dato casa, cultura e sapere in grado di far fare la differenza ai suoi figli ovunque nel mondo.

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Vogliamo passare sempre più tempo a Boston, portando agli americani ciò che di bello e di ricco può offrire la nostra esperienza e la nostra cultura per poi tornare in Italia e condividere con le persone, le aziende e gli enti coi quali collaboriamo, parte di quell’immenso sapere che Harvard, il MIT e le altre istituzioni con le quali abbiamo intessuto relazioni hanno da offrire sui temi a noi cari. E’ ciò che sentiamo essere la nostra missione e il nostro contributo, ma anche quello che ci appassiona e diverte. Grazie!

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| partem claram semper aspice |

Alberto Aleo

Un percorso accademico non convenzionale insieme ad una carriera manageriale che è durata più di un decennio nel ruolo di responsabile marketing e di direttore vendite per note aziende italiane, mi hanno trasformato in un “architetto” di strategie di mercato. Nel 2011 ho fondato insieme a mia moglie Alice lo studio di consulenza e formazione Passodue il che mi ha permesso di poter mettere a disposizione dei clienti un bagaglio di esperienze e conoscenze molto vario, che spazia dall’economia, al marketing, alla gestione di reti commerciali.

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